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Vita all'aperto, come orientarsi, costruire un riparo, sopravvivere


In questa pagina, troverete degli utili manueletti per condurre una escursione e/o gestire situazioni di sopravvivenza. Per chi è alle prime armi, è necessario ed opportuno farsi sempre accompagnare da persone esperte, l'improvvisazione e l'inesperienza è spesso fonte di guai!
I documenti sono revisionati da un militare con trentennale esperienza in escursioni.


Preparasi psicologicamente all'escursione in natura:

Ogni cosa che affrontiamo nella vita richiede un approccio psicologico che si traduce nel modo di porsi davanti ai problemi, alle diverse situazioni. Un atteggiamento mentale che ha la stessa e forse anche più importanza della capacità tecnica per ottenere un risultato.

La volontà è la benzina necessaria a muove il motore dell'uomo. Nella vita all'aperto, nella sopravvivenza, la posta in palio non è il successo nell'affermarsi in una azione, ma è la vita stessa dell'uomo. Una buona preparazione psicologica si forma e si migliora gradualmente nel tempo attraverso gli studi, le letture, le esperienze sul terreno, è un continuo esercizio della mente.

Nell'emergenza non esistono solo difficoltà obiettive come malattie, ferite, mancanza di cibo ed acqua, ostacoli naturali ecc.. Il vero nemico si annida dentro di noi attaccandoci sul fronte delle tensioni emotive come il disagio, la paura, la noia, la solitudine, l'ignoranza.
Una buona preparazione tecnica ci permette di superare gli ostacoli naturali, ma un'eccellente preparazione psicologica, la ferrea volontà di vivere, la coscienza di ciò che affrontiamo, ci permette di superare le insidie anche quando sembra impossibile.

La nostra volontà non deve mai assumere atteggiamenti passivi, non lasciarsi andare allo sconforto ma reagire per sopravvivere. Bisogna convincersi del fatto che non esiste ostacolo che in qualche modo non può essere superato, senza che questo, peraltro, ci spinga a fare cose che sono obiettivamente dannose per la nostra vita, meglio attendere i soccorsi arroccati su una roccia di una montagna che lanciarsi nel burrone.

Una regola psicologica fondamentale ci impone di rappresentare i problemi nel loro insieme per stabilire la priorità e di porsi psicologicamente faccia a faccia con uno soltanto di essi alla volta.


Preparazione tecnica all'escursione (fisica ed equipaggiamento idoneo):


Dopo l'importantissima preparazione psicologica è necessaria una adeguata preparazione tecnica che inizia con la conoscenza del territorio.
L'ambiente che andremo ad affronatare: temperature, morfologia del terreno, viabilità, possibilità di rifornimenti, vegetazione, presenza di animali, usi e costumi della popolazione locale.
Parallelamente è necessaria una adeguata preparazione fisica: abitudine a camminare a lungo, forza fisica migliorata per sopportere fatica e sforzi necessari al momento opportuno, vaccinazioni da effettuare.

Allo stesso modo è importante l'equipaggiamento da portare al seguito, anche in una breve camminata nei boschi attorno a noi (mai dimenticarsi una borraccia d'acqua, un bastone, un coltellino, le scarpe adatte per camminare, gli indumenti per sopportare una pioggia improvvisa o per ripararsi dal sole).

Le principali regole base della sopravvivenza:

VOLONTA'
(già descritta sopara). Mai rinunciare alla lotta, mai pensare di avere fatto tutto il possibile, mai arrendersi, pensare sempre positivo. L'impatto psicologico ha un peso enorme sul nostra mente e sul nostro fisico. Bisogna sempre mantenere la paura sotto controllo perché non si trasformi in panico. Molto spesso non è lo sfinimento fisico che fa cedere un uomo ma è quello psichico, cioè la certezza di non farcela o di non essere all'altezza.

RIPARO e FUOCO. Costruire un riparo ma soprattutto accendere un fuoco, è determinate per la sopravvivenza, oltre che infondere un senso di sicurezza. Si può costruire un riparo sfruttando quello che si trova esplorando il territorio. Si può sfruttare un riparo naturale come una grotta. Accendere il fuoco è utilissimo per riscaldarsi, cuocere i cibi, far bollire l'acqua o la carne per uccidere i batteri, asciugare i vestiti, tenere lontani i predatori e insetti, fare segnalazione. Il fuoco infode quel senso di soddisfazione e sicurezza indispensabili per la sopravvivenza e per mantenere alto il morale.

SEGNALAZIONE. Mantenere la calma e confidare nelle squadre di soccorso. Esse possono essere agevolate da una efficiente richiesta di aiuto. E' importante non abbondanare il luogo dell'incidente se si è sicuri che i soccorsi arrivino.

ACQUA. L'uomo, normalmente, deve assumere dai 2 ai 3 litri giornalieri. La richiesta di acqua aumenta in presenza di clima caldo o umido e di fatica raddoppiando o triplicando il fabbisogno giornaliero. In caso di sopravvivenza è essenziale riuscire a bere almeno un 1 litro di acqua al giorno, razionandola e bevendola a piccoli sorsi, bagnandosi prima le labbra per sfruttare al massimo ogni goccia.

CIBO. Si può resistere a digiuni prolungati anche fino ad oltre un mese in condizioni di riposo. I crolli psicologici per la mancanza di cibo possono uccidere molto prima. A seconda del territorio in cui ci si trova ci si può sempre cibare di qualcosa, se uno sa dove cercare può trovare cibo anche nel deserto.

Se la situazione di sopravvivenza non è improvvisa ma organizzata, si sarà più facilitati, si avranno gli attrezzi necessari per poter sopravvivere, si avrà una destinazione, si avranno tutte le informazioni da sapere sulla zona in cui ci si avventura.

Anche se organizzati gli imprevisti o situazioni sfavorevoli possono sempre capitare, quindi è necessario partire preparati fisicamente e psicologicamente con la giusta attrezzatura, il giusto vestiario e la giusta conoscenza dei luoghi in cui ci si avventura.


Per escursioni più importanti, per più giorni consecutivi, è necessario avere ben presente le esigenze di vita giornaliera: cibo da portarsi al seguito, cambi di biancheria, bussola, carta topografica, sistemi di segnalazione per dare allarmi come un fischietto una radio ricetrasmittente un cellulare o dei razzi di segnalazione. Inoltre bisogna verificare la tenda per dormire, la valigetta di pronto soccorso, gli eventuali ami da pesca, un attrezzo multiuso che ci permetta di aprire scatolame, tagliare insaccati, aprire le bottiglie, ecc..

Ovviamente bisogna fare attenzione a non esagerare nell'attrezzatura, ricordiamoci che dobbiamo portare il tutto nello zaino sulle nostre spalle, per questo è importante calibrare bene quando e dove poter fare i rifornimenti altrimenti il rischio per la nostra sopravvivenza è alto.


Imparare a valutare le situazioni che si affrontano per comprenderne il pericolo:

In parte abbiamo già affrontato questo discorso, ma è opportuno apprpofondirlo. In ogni situazione della vita siamo obbligati ad affrontare una serie di operazioni mentali per esaminare le condizioni in cui ci si trova e le possibili vie d'uscita.

Mai avventurarsi senza aver cognizione dei possibili pericoli a cui possiamo andare incontro, è importante essere preparati psicologicamente, fisicamente e nell'equipaggiamento. Importante è lo studio del territorio da effettuarsi sulle carte topografiche, da fotografie satellitari, da immagini ricercate su internet, da opuscoli informativi, ecc..
Tutto ciò ci aiuta a valutare meglio le situazioni che andremo ad affrontare per avere coscienza dell'eventuale pericolo che potremmo trovare.

Quanto appena detto è ancora più importante in situazioni di emergenza o di temporaneo pericolo. Infatti, dall'evento che trasforma una situazione normale in una di emergenza, ne consegue uno shock notevole dovuto alla paura (che è normale in quelle condizioni), all'emozione per il fatto nuvo ed improvviso, al dolore fisico riportato da eventuali ferite, ecc.

Lo shock
impedisce valutazioni lucide ed obiettive e condiziona le decisioni relative al da farsi.

Per superare lo shock, prima di prendere ogni decisione, è buona regola calmarsi e rilassarsi per quanto più è possibile. In queste situazioni di emergenza bisogna dare due tipi di risposte, una immediata ed una mediata. L'immediata serve a togliersi dal pericolo imminente, poi è necessario rilassarsi per dare una risposta mediata che ci permatta di valutare meglio la situazione che si è venuta a creare per poi recarsi verso luoghi e persone che possono darci un aiuto.

La valutazione
della stuazione impone per prima cosa il controllo delle condizioni fisiche, poi il controllo dell'equipaggemento e del territorio. Ciò è necessario per continuare o per cercare dei soccorsi. Verificare se nelle vicinanze esistono case, capanne o altri insediamenti dove ricercare i primi soccorsi.
In caso negativo dobbiamo provvedere  a recupare quanto più materiale possibile facendo l'inventario di tutto.
Moltissime cose possono tornare utili in emergenza, in questi casi si scoprono nuove utilizzazioni di oggetti che nella vita comune sono destinati a funzioni diverse.

Particolare attenzione va destinata al cibo, potremmo non sapere se e dove si trovano acqua e cibo (e qui si ribadisce l'importanza della conoscenza del territorio studiata prima di partire sulle carte topografiche), pertanto è necessario raccogliere ciò che è possibile e razionarlo nel miglior modo possibile.



  • Imparare ad orientarsi e conoscere l'uso di carta topografica e bussola (prossimamente);



  • Imparare ad accendere un fuoco per cucinare e riscaldarsi (prossimamente);




  • Imparare a riconoscere i cambiamenti del tempo (prossimamente);




  • Imparare i rudimenti del pronto soccorso.



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